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13 straordinari santuari di animali in Sudafrica: come riconoscerli davvero

tempo di lettura: 6 minuti

Prima di arrivare in Sudafrica ci siamo chiesti come distinguere i veri santuari etici di animali in Sudafrica da quelli falsi. Fortunatamente, siamo riusciti a visitarne uno. Qui ti racconto la nostra esperienza.

Scegliere un vero santuario di animali, tuttavia, non è una faccenda semplice e qui ti spiego perché.

Cercando su internet è facile incappare in numerose associazioni che si spacciano per santuari ma che in realtà sono delle aziende che guadagnano soldi sulla pelle degli animali, con pratiche inumane.

Noi abbiamo visitato il Panthera Big Cat Sanctuary, che si trova a Stanford, sulla Garden Route. Qui abbiamo imparato tantissime cose e raccolto altrettante informazioni. Una tra queste è come distinguere un vero santuario di animali da uno che ingannevolmente si spaccia per esso.

Come riconoscere un vero santuario di animali: 5 semplici regole

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Innanzitutto bisogna diffidare da centri che consentono un contatto diretto del visitatore con gli animali (no petting) o che consentono di nutrirli (no breeding). Anche le passeggiate insieme ai cuccioli sono da considerare una pratica da evitare (no walking). Altre due pratiche, queste più scontate delle prime, sono un segnale che il centro per animali evidentemente non è un santuario. Queste sono il commercio di oggetti derivanti da pratiche scorrette nei confronti degli animali (no trading) e la vera e propria caccia (no hunting).

Perché non dovresti visitare un finto santuario di animali in Sudafrica

Chi per errore o per disinformazione incappa in un finto santuario di animali, andrà ad alimentare (anche senza rendersene davvero conto) la spirale di maltrattamenti che molti animali in Sudafrica vivono. Se vuoi sapere quali sono le tristi pratiche a cui vanno incontro questi animali continua a leggere.

1. Canned Hunting

Al Panthera Big Cats ci hanno spiegato che purtroppo esistono delle organizzazioni che praticano il “canned hunting” dove molti leoni (ma i leoni non sono le uniche sfortunate vittime che vanno incontro a questa pratica atroce) vengono allevati per essere poi cacciati. Finiscono quindi per diventare dei tristi trofei nelle mani di chi ha bisogno di alimentare il proprio ego.

I leoni sono come lo stock di merce su un catalogo. Il compratore (cioè il cacciatore) sceglie il suo prodotto (il leone) e poi, imbracciato il fucile, va a scovarlo cacciandolo, tutto questo in cambio di varie migliaia di euro. Io trovo questa pratica davvero assurda, ai limiti di quello che un uomo possa arrivare a concepire. Una pratica che tutti dovremmo impegnarci a combattere, affinché non avvenga più!

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2. La falsa narrazione del cucciolo che ha perso la madre

Molte leonesse, invece, una volta fertili sono forzate a procreare continuamente per mettere al mondo cuccioli che verranno allontanati e usati per le più svariate e crudeli pratiche.

Da cuccioli, infatti, molti leoncini sono utilizzati da presunti santuari che ricamano sul loro vissuto delle storie fantasiose e strappalacrime. La più classica è la narrazione del cucciolo abbandonato dalla madre che, una volta nutrito e cresciuto, sarà rimesso in libertà.

Questo, però, non avviene mai!

Quello che davvero succede è che questi cuccioli, nutriti dagli umani nei finti santuari, si abituano in maniera innaturale alla presenza e alla vicinanza fisica delle persone.

cucciolo leone

3. Pet walking

Una volta che i cuccioli sono cresciuti e non più adatti ad essere nutriti dai visitatori vengono “addestrati” a passeggiare insieme all’amico umano. Nei santuari fittizi a volte si praticano anche queste camminate e le persone vengono munite di un bastone di cui i leoni hanno il terrore, perché nella fase di ammaestramento, spesso, vengono brutalmente picchiati. Questo serve per abituarli a non reagire in presenza di un umano munito di bastone.

Quando il leone cresce e diventa adulto, spesso, è destinato all’orribile pratica del canned hunting (vedi sopra).

4. Il commercio delle ossa di tigre e leone

Al Panthera Big Cats abbiamo anche appreso del triste commercio di ossa di tigre. Alcuni credono che queste abbiano proprietà curative e vengono utilizzate per la fabbricazione diversi prodotti. Quindi, le tigri vengono uccise anche per questo. Non solo, anche i leoni vengono uccisi e le loro ossa spacciate per quelle di tigri!

Queste sono solo alcune delle pratiche a cui vanno incontro gli animali tenuti in cattività in Sudafrica. Ed è per questo che questo tipo di pratiche (walking, petting, feeding, etc.), sebbene apparentemente innocue non dovrebbero formare parte delle attività proposte da un santuario per animali. Se sono previste, prendile come un campanelli d’allarme e non finanziare questi luoghi!

tigre

A cosa servono i santuari etici di animali in Sudafrica?

Lo scopo dei veri santuari è di donare agli animali recuperati da condizioni di abuso e cattività degli ultimi anni di vita dignitosi. Questi animali, dopo anni di cattività, non possono essere reinseriti in natura: in primo luogo hanno perso molti istinti naturali e non saprebbero cacciare e difendersi, andando incontro a morte certa. Oltre a ciò, il loro patrimonio genetico, dopo generazioni di ibridazione in cattività, risulta più fragile di quello dei loro pari liberi in natura, e andrebbe a indebolire la specie in caso di procreazione. Tutti gli animali nei veri santuari sono sterilizzati: questo perché non si vuole che nascano nuovi animali in cattività, rompendo così la catena dell’allevamento illegale di animali.

Come visitare un vero santuario di animali in Sudafrica: Big Cat Sanctuary

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Un leopardo tutto nero al Pantera Big Cat Sanctuary: sapevi della loro esistenza?

Se vuoi visitare il Panthera Big Cat Sanctuary, non devi fare altro che prenotare con un po’ di anticipo la tua visita. Normalmente vengono fatte due visite al giorno (nel periodo in cui siamo andati noi, ad aprile, le visite si svolgevano alle 10 del mattino e alle 3 del pomeriggio).

Un bellissimo esemplare di tigre al Pantera Big Cat Sanctuary mentre giace in una pozza d'acqua.
Un bellissimo esemplare di tigre al Pantera Big Cat Sanctuary.

Le visite prevedono la spiegazione da parte di una guida che conosce a fondo le storie degli animali presenti nel Santuario e che sarà più che disponibile a rispondere a tutte le tue domande. Per prenotare la visita ti basterà visitare il sito internet e contattarli via e-mail o Whatsapp.

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L’ingresso, attualmente, costa 290 R (circa 15 euro a persona) e la visita durerà circa un’ora e mezza.

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Un bellissimo esemplare di Caracal al Panthera Big Cat Sanctuary.

La visita a questo santuario è stata per noi illuminante e ci ha aperto gli occhi su alcune pratiche scorrette che i grandi felini sono costretti a subire a causa dell’ego e dell’insensatezza che troppo spesso caratterizza le pratiche umane.

Andateci e non ve ne pentirete!

13 santuari etici per animali in Sudafrica

Oltre a Big Cat Sanctuary, esistono altri santuari etici di animali in Sudafrica. Questi sono:

Birds of Eden, The Crags, Plettenberg Bay
Monkeyland, The Crags, Plettenberg Bay
Amakhala Game Reserve – Off N2 between Port Elizabeth and Grahamstown
Tswalu Kalahari Reserve, South Africa
Madikwe Game Reserve
Lionsrock Lodge, Bethlehem, Free State (Four Paws Foundation)
Panthera Africa Big Cat Sanctuary
Drakenstein, Paarl, Cape Town
Jukani, Plettenberg Bay
Shamwari, Port Elizabeth (Born Free Foundation)
Love, Lions, Alive Free State
Ubuntu, Oudtshoorn
Waterberg Wildlife Rescue, Vaal water

Alcuni dati per concludere

Attualmente si stima ci siano in Sudafrica 3.000 leoni selvatici. Tra gli 8.000 e i 10.000 esemplari riempiono invece le circa 300 strutture di allevamento di leoni in cattività sparse per il paese (fonte: National Geographic).

Conclusione

Nel mio viaggio in Sudafrica ho fortunatamente visto molti animali liberi in natura, ed è proprio così che mi piace osservare gli animali! A Capo di Buona Speranza potrai vederne molti, e qui ti spiego come!

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