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Come fare un safari in Sudafrica spettacolare: Kruger o riserva privata?

tempo di lettura: 8 minuti

Se stai per organizzare un viaggio in Sudafrica, ti starai anche chiedendo come fare un safari in Sudafrica e probabilmente sarai attanagliato dai dubbi. Niente paura, anche io mi sono trovata in questa situazione e qui cerco di dare una risposta alle domande più comuni.

Innanzitutto, per fare un safari in Sudafrica ci sono più modalità, vediamole insieme.

  • La prima, quella più gettonata, è quella di accedere al Kruger Park in autonomia, quindi con la propria macchina a noleggio. Ma al Kruger Park puoi anche decidere di fare un safari in compagnia di altri turisti su una jeep guidata da un ranger esperto che scoverà per te uno dei big 5!
  • Un’altra opzione e quella di prenotare il tuo alloggio in una riserva privata. In questo caso avrai differenti opzioni, a seconda che tu voglia fare dei safari privati, in famiglia o insieme ad altre persone, sempre su una jeep e guidato da un ranger professionista. Ovviamente, tutti questi fattori incidono sul costo finale del safari.
un elegantissimo elefante visto di profilo nella riserva privata del Makalali
Come fare un safari in Sudafrica: un imponente elefante visto di profilo nella riserva privata del Makalali.

Differenze tra safari in una riserva privata o un safari in autonomia al Kruger Park

Le riserve private sono vasti territori di savana attigui al Kruger Park, ma recintati (a parte un paio di eccezioni).

  • Essendo recintate, il numero di animali nelle riserve è generalmente più limitato (rispetto ai parchi nazionali come il Kruger).
  • Allo stesso tempo, è anche più facile scovare gli animali (essendo il territorio meno esteso rispetto all’immenso Parco Kruger). Le riserve, comunque non sono da intendersi come dei limiti alle libertà degli animali che si trovano al loro interno. Come detto, infatti, sono molto vaste anche queste.
  • Nelle riserve, inoltre, i ranger possono avvicinarsi agli animali selvatici a distanze davvero irrisorie. Quindi, potrai ammirare gli animali nella loro bellezza, senza il bisogno di altri strumenti ottici.
  • Ovviamente, le guide esperte e i ranger, con la loro professionalità ed esperienza riusciranno a raggiungere quanti più animali possibili (includendo i ricercatissimi big 5).
  • Un’altra esperienza che puoi fare nelle riserve private è il safari in notturna che, al contrario, non si può fare al Kruger park in autonomia.

L’opzione che era più nelle nostre corde per andare alla ricerca dei bellissimi animali nel parco Kruger è ricaduta sul safari in riserva privata in jeep con altre persone, accompagnati da ranger esperti. La riserva che abbiamo scelto è stata quella del Makalali.

un uccellino coloratissimo sui rami delle piante della riserva.

Come fare un safari in Sudafrica: perché scegliere la riserva privata del Makalali?

La riserva privata del Makalali porta avanti diverse iniziative sostenibili e atte a sostenere la comunità locale. Per esempio, la riserva si impegna a fornire impiego agli abitanti locali (delle comunità attigue alla riserva) in misura sempre maggiore. Alcune iniziative hanno portato anche al finanziamento di alcune scuole nei paraggi della riserva e alla creazione di un orfanotrofio. A livello faunistico è stato reinserito il bufalo che in passato era stato vittima di un’epidemia, ed è stato reinserito il licaone. Per combattere il sovrappopolamento di elefanti e leoni, invece, vengono somministrati contraccettivi agli animali (che sono, a mio avviso, dei metodi non intrusivi e non aggressivi ma assolutamente leciti e corretti nei confronti degli animali!).

Un’altra informazione che forse potrebbe servirti per decidere se prenotare il tuo safari al Makalali o in un’altra riserva è che la vegetazione, in quasi tutta la riserva è abbastanza fitta. Questo, quindi, non permette un avvistamento degli animali rapido e indolore o comunque da lontano. Gli animali si mimetizzano nella vegetazione e, gli avvistamenti che ci sono capitati sono sempre stati a distanze molto ravvicinate e casuali. Quindi, questo fattore può rappresentare un pro o un contro, a seconda dei punti di vista!

La nostra esperienza nella riserva privata del Makalali Game Reserve

Per arrivarci dovrai prima entrare nel gate che delimita l’area, al quale troverai una guardia che ti darà delle indicazioni su come raggiungere il Makalali Game Lodge.

Noi abbiamo attraversato la riserva privata in macchina per ben 11 km prima di raggiungere l’hotel. La strada è sterrata e qui potrai fare un piccolo safari in autonomia (anche se nelle riserve private, generalmente, questo non è consentito!) perché lungo il percorso potrai incontrare gli animali presenti nella riserva. Noi, per esempio, ci siamo imbattuti in un gruppo di zebre intente a cibarsi proprio in mezzo alla strada, che al nostro passaggio si sono allontanate. Purtroppo, non abbiamo fatto in tempo a fotografarle!

Non appena arrivati all’hotel presente nella riserva, abbiamo avuto solo 20 minuti per rinfrescarci e siamo subito saliti su una jeep per affrontare il nostro primo safari: una delle esperienze più belle della nostra vita!

Primo giorno di safari nel Makalali Game reserve

Durante il nostro primo safari, la natura ci ha regalato una delle scene più belle che avremmo visto in Africa. Abbiamo infatti avuto la fortuna di intravedere, tra gli alberi, un cucciolo di leone che stava imparando a cacciare!

un leone in primo piano passa accanto alla nostra jeep.
fare un safari in Sudafrica in una riserva privata vuol dire anche avvicinarsi molto agli animali: sei pronto a tutto questo?

Il leone ci ha visti ma ha continuato imperterrito la sua avventura di caccia, si è mosso con passo felpato verso la sua preda sotto i nostri occhi assolutamente stupefatti. Non ci aspettavamo di assistere ad una scena del genere.

All’improvviso all’orizzonte è apparsa una leonessa, la madre del cucciolo che stava insegnando ai suoi piccoli a cacciare. La preda era uno sfortunato impala, che pero nella sfortuna e stato fortunato, perché la caccia non è andata a buon fine.

L’impala è riuscito a sfuggire non a uno ma a ben tre cuccioli. Altri due cuccioli, infatti, sono apparsi all’orizzonte e hanno provato a conquistare la loro preda ma senza successo. Il nostro safari e continuato a fianco della leonessa che, con uno sguardo e una presenza imponente, ci ha provocato brividi e adrenalina.

4 leoni ad una distanza molto esigua fissano attenti la jeep su cui ci trovavamo
La leonessa e i suoi tre “cuccioli”.

Trovarsi a pochi metri da un’enorme leonessa nel suo habitat naturale è davvero un’esperienza sconvolgente nel senso più positivo del termine. Se anche tu avrai la fortuna di condividere l’ambiente con un felino così imponente ti renderai conto di quanto un evento di questo tipo sia unico e prezioso. Questo rimarrà impresso nella tua memoria per sempre.

Il nostro primo safari si è concluso con questa scenetta di caccia andata a vuoto.

Secondo giorno di safari nel Makalali Game reserve

Il nostro secondo giorno nella riserva privata di Makalali è iniziato all’alba. Ci siamo svegliati alle 5 e mezza, e dopo un rapido caffè, con le prime luci dell’alba siamo saliti sulla jeep per il nostro secondo safari. Pochi metri dopo la partenza ci siamo immediatamente imbattuti in una mandria di bufali che ci scrutavano curiosi e che ci hanno regalato delle meravigliose pose prontamente immortalate sulle pellicole delle nostre macchine fotografiche.

una mandria di bufali che osservano il fotografo a distanza ravvicinata mentre mangiano.
Fare un safari in Sudafrica significa guardare negli occhi un enorme bufalo e i suoi compagni.

Un altro bellissimo incontro ce lo hanno regalato le giraffe che con il loro lungo collo e l’aspetto buffo ci guardavano incuriosite, mentre rosicchiavano ossa per assorbire vitamine e minerali a loro necessari.

una giraffa intenta a rosicchiare un osso
Fare un safari in Sudafrica vuol dire ammirare la bellezza di esemplari come le altissime giraffe della savana.

Durante il terzo safari abbiamo avvistato molti ippopotami intenti a nuotare e ad un certo punto i ranger ci hanno avvisati che avrebbero adottato una guida più rapida per riuscire ad avvistare il leopardo (il più schivo tra i big 5) che ci ha regalato delle pose magnifiche al momento del tramonto.

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Fare un safari in Sudafrica significa scovare esemplari rari e schivi come questo bellissimo leopardo.

Questo animale è così schivo che anche le guide, quando lo vedono si emozionano. Il nostro ranger ha chiesto di sedersi al centro della jeep per non spaventare e far scappare il leopardo e noi ovviamente (sempre a bassa voce) lo abbiamo inondato di domande mentre seguivamo questo meraviglioso felino.

un leopardo completamente mimetizzato nella vegetazione della savana di una riserva privata
Come fare un safari in Sudafrica: riesci a vedere il leopardo?

Terzo giorno di safari nel Makalali Game reserve

Il nostro ultimo safari, invece, ci ha regalato l’incontro con dei bellissimi quanto imponenti esemplari di elefante che ci hanno letteralmente sfiorato durante la loro passeggiata regale nella savana.

un elefante in posa nella riserva privata del Makalali

Come fare un safari in Sudafrica: regole e consigli per un safari indimenticabile

  • Durante un safari è bene ascoltare le indicazioni della guida.
  • Ovviamente non puoi dare da mangiare agli animali e non puoi scendere dall’auto per fotografarli.
  • I finestrini e le portiere (nel caso in cui tu stia facendo un safari in autonomia nella tua auto) devono essere chiusi per motivi di sicurezza.
  • Il dressing code è abbastanza importante. Prevede di non indossare colori troppo sgargianti. Il colore più adatto ad un abbigliamento da safari e quello tipico dei ranger, il color kaki. Via libera anche al verde scuro e al grigio. L’importante è mimetizzarsi il più possibile con la vegetazione, senza dare troppo nell’occhio e per non suscitare interesse nella fauna selvatica.
    Io, a parte una felpa verde scuro, non avevo un abbigliamento color kaki. Indossavo un jeans e una maglietta azzurra. Prima di affrontare il safari ho chiesto alla guida se il mio abbigliamento fosse adatto e la risposta è stata affermativa. Quindi, se hai dei dubbi riguardo al tuo abbigliamento, chiedi sempre un parere a chi è più esperto di te!
  • È importante, quando si osservano gli animali, non sporgersi troppo dalla jeep e non fare movimenti troppo bruschi o innaturali per per non attirare la loro attenzione in maniera eccessiva.
  • Un altro consiglio riguarda i rumori e gli schiamazzi: ricorda che stai cercando degli animali selvatici e che molti di loro tendono ad avere una natura timida e schiva. Quindi, fare rumore non aiuterà a scovare gli animali, ma piuttosto li spaventerà.
  • Se, come spesso accade, affronti un safari all’alba è bene portare con te una felpa o una giacca leggera per le temperature non troppo elevate dovute all’escursione termica notturna.
  • Aguzza la vista! Se non fosse stato per un turista come noi, non avremmo mai assistito alla scenetta di caccia di 4 meravigliosi leoni. Non è detto che solo il ranger debba cercare e trovare gli animali. Più occhi osservano attivamente, più è probabile trovare gli animali!
    In particolare, puoi osservare tracce e orme lasciate dagli animali sul terreno o tracce di escrementi freschi. Inoltre, non dimenticarti di osservare le pozze d’acqua, dove spesso gli animali accorrono ad abbeverarsi!
  • Durante il nostro safari erano sempre previste delle brevi pause caffè per sgranchirsi le gambe e ne ho approfittato per chiedere alla guida come mai i grandi felini non ci attaccassero durante il safari. Lei mi ha risposto che  gli animali percepiscono la jeep e la sua stazza prima ancora delle persone presenti sul mezzo. Solo se fossimo a piedi potrebbero attaccarci perché potrebbero percepirci come una minaccia. Quindi, se hai delle curiosità, esponi agli esperti e ai ranger tutti i dubbi che hai e loro saranno contenti di condividere le loro conoscenze con te!
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Quando fare un safari in Sudafrica?

Noi siamo partiti a metà aprile e le temperature nella regioni dello Mpumalanga e del Limpopo erano abbastanza alte, decisamente estive. Solitamente, il periodo ideale per fare un safari in Sudafrica va da aprile ad ottobre. Se poi il safari non è il tuo unico obiettivo, ma desideri avvistare le balene e i loro cuccioli puoi delimitare e prenotare il tuo viaggio tra giugno e settembre e recarti sulla Garden Route, nei pressi di Knysna o anche di Hermanus!

Conclusione

E tu hai mai fatto un safari o stai per prenotarne uno? Forse sei anche interessato a visitare un santuario etico di animali in Sudafrica, in tal caso ti invito a leggere questo articolo.

Se hai qualche dubbio o domanda, non esitare a contattarmi o a lasciarmi un commento! Sarò felice di risponderti!

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