una ragazza dondola su un'altalena davanti alla spiaggia di Gili Meno
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Come organizzare un viaggio in Indonesia

tempo di lettura: 11 minuti

Stai per visitare l’Indonesia per la prima volta? Ti capisco, ci sono passata anche io. Ora non hai le idee molto chiare sulle tappe da percorrere e sui luoghi da visitare. Non preoccuparti: ben presto le avrai. Per cominciare, nel video qui sotto trovi l’itinerario che abbiamo deciso di seguire per il nostro primo viaggio in Indonesia fai da te. E continuando a leggere l’articolo potrai scoprire come organizzare un viaggio in Indonesia.

Perché proprio l’Indonesia?

Prima di decidere che la nostra meta sarebbe stata l’Indonesia, avevamo qualche dubbio. Infatti, alla nostra richiesta di consigli, molti rispondevano che il mare delle Filippine era migliore (e a quanto pare le spiagge filippine sono meravigliose). Noi, però, saremmo partiti nel mese di novembre. Questo è un mese un po’ incerto per quanto riguarda le precipitazioni. I dati dicono che potrebbe splendere il sole ma potrebbe anche scatenarsi il diluvio universale. Ed, in effetti, è stato proprio così (ma ancora non lo sapevamo).
Nella disperata ricerca di informazioni per risolvere il nostro dilemma: Indonesia o Filippine (?!) abbiamo deciso di chiedere un parere ad un agente di viaggi. Lui ci ha confermato che avremmo incontrato giornate di pioggia e che l’Indonesia (rispetto alle Filippine) ha una più vasta rete di attrazioni e luoghi di interesse turistico. Questo motivo ci ha spinti a scegliere definitivamente l’Indonesia. Se, per la pioggia, non avessimo potuto andare al mare, avremmo almeno visitato templi, o altri luoghi interessanti.

Agenzia di viaggi o viaggio fai da te?

Noi abbiamo optato per un viaggio fai da te. Ma ci siamo affidati ad un’agenzia per la prenotazione dei voli e per la copertura assicurativa.
Quando si viaggia all’estero, è sempre bene scegliere una buona assicurazione viaggi che può tutelare contro qualsiasi tipo di imprevisto. Può capitare di non riuscire a partire a causa di un infortunio improvviso, o di smarrire il bagaglio. Se si è coperti da una buona polizza assicurativa, c’è la possibilità di essere rimborsati. La nostra polizza è costata circa 120 euro a persona e ci ha coperti per circa 20 giorni di viaggio.

Itinerario di viaggio: Isola di Giava, Bali, Isole Gili

Una volta prenotati i biglietti aerei e stipulata la polizza di assicurazione viaggio abbiamo deciso l’itinerario del nostro viaggio.
L’Indonesia comprende un territorio abbastanza vasto che si sviluppa in larghezza. Era chiaro sin dall’inizio che, avendo 20 giorni a disposizione, dovevamo decidere quale parte del paese visitare.

Essendo il nostro primo viaggio in Indonesia, la nostra scelta è ricaduta su due isole tra le principali: Giava e Bali, per poi fare un tappa alle isole Gili.

Prima di partire, abbiamo prenotato l’albergo solo per i primi 3 o 4 giorni. Questa scelta ci ha permesso di decidere le seguenti tappe e il numero di giorni che volevamo rimanere in ogni posto con libertà.

L’Isola di Giava

Atterrati all’aeroporto di Giacarta, abbiamo fatto il visto turistico (di cui ti parlerò più tardi in questo articolo), comprato una sim locale con dati mobili e abbiamo cambiato un po’ di euro in Rupie Indonesiane (è bene avere sempre dei contanti a disposizione perché molti negozianti non possiedono il POS in Indonesia, e normalmente è sconveniente pagare con la carta di credito all’estero).

L’isola di Giava, nel periodo in cui l’abbiamo visitata, non era affollata da turisti e ci è sembrata molto più rurale e autentica rispetto a molti altri posti che avremmo visitato più tardi.

Da Giacarta, ci siamo spostati subito a Yogyakarta, nel sud di Giava, con un volo interno prenotato tramite agenzia (ma è possibile compiere questa tratta con diversi mezzi di trasporto).

Arrivati all’aeroporto di Yogyakarta abbiamo deciso di prendere un taxi per raggiungere il centro della città. Più tardi, un abitante ci ha informati che esiste anche un treno che collega l’aeroporto al centro della città. Il costo della tratta è di circa 10.000 rupie a persona (meno di 1 euro).

A Yogyakarta ci sono diversi luoghi che potrai visitare, tra questi:

Il motivo principale per cui abbiamo deciso di fare tappa a Yogyakarta, però, è stata soprattutto la vicinanza ai templi di Borobudur e Prambanan, che abbiamo raggiunto grazie ad uno dei numerosissimi ed efficienti Uber (che in Indonesia, però, si chiamano Gojek oppure Grab).

Come organizzare un viaggio in Indonesia: Borobudur
tempio di Borobudur


Vulcano Ijen

Sull’isola di Giava ci sono molti vulcani, due tra i più noti sono l’Ijen e il Bromo. Inizialmente avremmo voluto esplorarli entrambi, ma poi ci siamo accontentati di vedere solo il primo tra i due.

Per arrivare all’Ijen ci è stato consigliato di soggiornare nella località di Banyuwangi. In hotel abbiamo chiesto di poter acquistare un tour guidato e la notte stessa, con appuntamento a mezzanotte in punto, abbiamo raggiunto i piedi dell’Ijen con una jeep e una guida (più altri due ragazzi inglesi che, come noi, erano in vacanza).

Come organizzare un viaggio in Indonesia. Vulcano Ijen : vista dall'alto con lago interno
Vulcano Ijen


Il tour è durato fino alle 7 del mattino, ma è valso la pena. Arrivati al vulcano abbiamo potuto vedere il famoso blue fire e un paesaggio mozzafiato.

Blue Fire o Fuoco Blu sul vulcano Ijen
Blue fire

Tornati a Banyuwangi siamo partiti alla volta di Bali.

Come raggiungere Bali da Banyuwangi (Giava)

Da Banyuwangi abbiamo prenotato un Gojek (Uber) che ci ha portati al porto di Ketapang, da qui abbiamo preso un ferry che ci ha portati nella località di Gilimanuk. I traghetti da Giava a Bali partono più o meno ogni mezz’ora e la tratta dura circa mezz’ora. Nelle vicinanze del porto, a Gilimanuk, troverete moltissimi tassisti che vi offriranno di portarvi verso località più turistiche: la nostra era Ubud. Una coppia di ragazzi che doveva raggiungere Ubud come noi ci ha chiesto di condividere il viaggio e così siamo partiti per un viaggio in auto di circa 3 ore.

Come raggiungere Bali da Giava

Ma se non vi trovate nei pressi di Ketapang e non volete prendere il traghetto, i modi per raggiungere Bali da Giava sono molti. Il sito RometoRio, potrà esservi d’aiuto nella scelta del mezzo che dipenderà da quanto siete disposti a spendere e da quante ore avrete a disposizione per viaggiare.

L’isola di Bali

Ubud è stata la nostra prima tappa a Bali. La cittadina è abbastanza turistica, troverete un gran numero di negozi e ristoranti di ogni tipo. Quello che mi ha colpito di Ubud, è stata la qualità dei ristoranti e dei locali. Pur essendo un luogo con grande affluenza turistica, è possibile mangiare bene e ad un prezzo abbastanza conveniente. La concorrenza tra un posto e l’altro è affiatata!


Ad Ubud ci siamo fermati per vedere:

La foresta delle scimmie (Monkey Park) che si trovava a 5 minuti a piedi dal nostro hotel.

Le risaie Tegalalang che abbiamo raggiunto in motorino, prenotandolo tramite il nostro hotel per circa 8 euro al giorno.

una meta perfetta per organizzare un viaggio in Indonesiarisaie Tegalalang
Risaie Tegalalang

Il tempio Tirta Empul che non abbiamo fatto in tempo a visitare (ma era sulla nostra lista di cose da fare)

woman standing in front of flowing water
Photo by Oleksandr Pidvalnyi on Pexels.com

Il tempio Saraswati, al centro di Ubud, è facile da raggiungere. Di sera è anche luogo di spettacoli a pagamento.

Dopo aver sostato qualche giorno a Ubud, abbiamo deciso di visitare le isole Gili: questa è stata la tappa che mi è piaciuta di più.

Le Isole Gili

Queste isolette sono un vero paradiso per gli occhi e per la mente e credo che non debbano assolutamente mancare nel vostro itinerario. Noi dovevamo rimanerci due giorni ma abbiamo deciso di prolungare il nostro soggiorno, perché non volevamo più andarcene!

Gili Air

In particolare abbiamo soggiornato a Gili Air. Il posto in cui dormivamo era proprio a pochi passi dalla spiaggia e ogni giorno, dopo la colazione, ci immergevamo a fare snorkeling per vedere la bellissima barriera corallina.
L’unico accorgimento che dovevamo avere era quello di evitare di venire a contatto con il corallo nero (che risulta essere urticante) e alcune piccole meduse (ma i gestori del vostro hotel sapranno consigliarvi stupendamente sulla zona in cui immergervi).

Noi abbiamo adorato ogni cosa di quest’isola. L’hotel, per esempio, pur essendo economico, era curato e ben gestito da alcuni ragazzi sempre disponibili ad aiutarci. Non ci hanno fatto mancare davvero nulla.

Anche il cibo era perfetto. Il pesce qui è freschissimo.

Gili Meno

Le tre isolette (Air, Trawangan, Meno) sono a poca distanza l’una dall’altra e sono raggiungibili anche con una piccola barca. Noi abbiamo chiesto ad un pescatore se fosse possibile fare un’escursione a Gili Meno e lui ha accettato di accompagnarci e riportarci indietro per una cifra un po’ alta. Ma abbiamo accettato ugualmente. Sicuramente, comprare un biglietto alla biglietteria del porto, sarebbe stato più conveniente.

un'altalena sulle spiagge di Gili Meno
Un’altalena sulle spiagge di Gili Meno

Anche Gili Meno ci è piaciuta molto: tra le tre isole è la più piccola e la più selvaggia. Potete girarla in poche ore a piedi. Anche qui abbiamo deciso di fare snorkeling, ma abbiamo trovato l’acqua un po’ meno limpida, forse per colpa di qualche corrente.

Come organizzare un viaggio in Indonesia: spiaggia delle isole Gili con barche attraccate

All’improvviso, mentre aspettavamo di tornare a Gili Air, si è messo a diluviare. Intanto, però, abbiamo fatto amicizia con gli abitanti e venditori del luogo che ci hanno offerto un loro dolce locale e un po’ di riparo dalla pioggia.

Dopo la sosta alle isole Gili, siamo tornati a Bali con il ferry e abbiamo deciso di passare a Kuta (nel sud dell’isola) i nostri ultimi giorni di vacanza.

A Kuta abbiamo visitato il tempio di Uluwatu, ma soprattutto ci siamo rilassati sull’immensa spiaggia, tra lezioni di yoga improvvisate e lezioni di surf per principianti.

spiaggia di Kuta alla sera
Spiaggia di Kuta
La vista dal tempio di Uluwatu: una scogliera a picco sull'oceano.
La vista dal tempio di Uluwatu

Passati gli ultimi giorni in spiaggia a Kuta, abbiamo preso un Gojek per Denpasar, dove un aereo ci ha riportati in Italia.

F.A.Q per organizzare un viaggio in Indonesia

Quando è meglio andare in Indonesia?

Il periodo ideale per visitare l’Indonesia è tra aprile ed ottobre. Durante l’anno infatti si alternano due stagioni: quella secca, che va (appunto) da aprile ad ottobre, e quella delle piogge, che va da novembre (il mese in cui abbiamo viaggiato noi) a marzo.

Di quanti giorni ho bisogno per visitare Giava e Bali?

È difficile rispondere a questa domanda per vari motivi.
Le due isole, infatti, hanno caratteristiche molto diverse.
Giava, meno turistica e più rurale è anche molto più estesa. Presenta molte attrazioni e luoghi d’interesse ma le distanze tra questi sono abbastanza marcate. Quindi, calcolate bene quanto tempo e soldi vorrete investire sul mezzo di trasporto e sceglietelo di conseguenza.
Bali è meno estesa ma presenta un’offerta culturale e turistica davvero vasta. Impiegherete meno tempo per spostarvi da un luogo all’altro.
In entrambi i casi, se vi organizzate bene, credo che una settimana di tempo per visitare ognuna delle due isole sia sufficiente.

Quanto si spende per una vacanza a Bali? E a Giava?

Anche questa domanda non ha una risposta semplice. Molto dipende da quanto si è disposti a spendere e dal tipo di servizi di cui si usufruisce.

In generale ho potuto osservare che Bali è più cara di Giava. Ma, secondo la mia esperienza, la qualità e la diversificazione degli esercizi di Bali è più alta.

A Giava, per esempio, un pranzo per due persone in una locanda frequentata prevalentemente da gente locale, ci è costato 41.000 rupie indonesiane (meno di 3 euro). Mentre nel ristorante adibito all’hotel dove alloggiavamo, il pranzo ci è costato circa 200.000 (poco più di 12 euro).

Per quanto riguarda Bali, i prezzi erano decisamente più alti, a seconda del locale o ristorante in cui decidevamo di passare la serata, i prezzi oscillavano tra le 230.000 (14 euro circa) alle 400.000 indonesiane (25 euro circa). Ma ci è capitato di spendere molti più soldi in locali adibiti ai turisti (quelli in cui con un asterisco e una nota microscopica ti avvertono che le tasse non sono incluse nel listino prezzi).

Devo fare vaccini?

Non vi è obbligo di vaccinazioni per recarsi in Indonesia. L’unico obbligo riguarda la terza dose di vaccino anti-covid (booster). Per maggiori aggiornamenti consiglio di visitare il sito ViaggiareSicuri.it

Quali documenti servono per viaggiare in Indonesia?

Per recarsi in Indonesia bisogna essere muniti di passaporto con almeno 6 mesi di validità (alla data di ingresso in Indonesia).
È inoltre indispensabile il visa on arrival (valido per 30 giorni e rinnovabile per ulteriori 30) che si può ottenere una volta sbarcati in aeroporto per la cifra di circa 30 euro. Sarà comunque necessario esibire un titolo di viaggio per il ritorno ossia per la prosecuzione del viaggio fuori dall’Indonesia.

Vocabolario base di Indonesiano

La lingua indonesiana possiede una grammatica e un sistema linguistico abbastanza semplificati. La pronuncia indonesiana è simile a quella italiana. Per leggere le parole qui sotto, vi basterà sapere che le parole si leggono esattamente come sono scritte.

Alo : ciao

Ya : sì

Tidak : no

Terima kasi : Grazie

Sama sama : prego

Apa kabar? : come stai?

Baik / Bagus : bene

Selamat pagi (pronuncia: Selamat paghi) : buongiorno

Selamat Tinggal : arrivederci

Selamat malam : buonanotte

Nama saya… : Mi chiamo…

Saya dari…: Vengo da…

Mahal : Costa troppo

Esempi di cambio rupia indonesiana – euro (approssimato)

15.000 rupie : 1 euro

30.000 rupie : 2 euro

75.000 rupie : 5 euro

100.000 rupie : 7.50 euro

150.000 rupie : 10 euro

225.000 rupie : 15 euro

300.000 rupie : 20 euro

450.000 rupie : 30 euro

600.000 rupie : 40 euro

750.000 rupie : 50 euro

1.000.000 rupie : 77 euro

1.500.000 rupie : 100 euro

Consigli finali per organizzare un viaggio in Indonesia

  • Cerca di farti un’idea generale del paese aiutandoti con una guida Lonely Planet, che potrai trovare anche a noleggio in molte biblioteche comunali.
  • Scarica l’app Gojek o Grab (l’equivalente di Uber in Asia): a differenza del taxi potrai vede in anticipo il denaro che spenderai, senza subire alcun tipo di imbroglio o truffa per turisti.
  • La cultura indonesiana vede la convivenza di un gran numero di fedi e religioni (tra queste quella musulmana, quella induista e persino quella animista). Per questo motivo è buona norma indossare vestiti in generale decorosi, e comunque adatti alla situazione e al luogo da visitare.
  • Contratta sempre sui prezzi.
  • Non dimenticare di portare con te medicinali di base da banco e lo spray antizanzare (ne abbiamo avuto bisogno in più occasioni).
  • Spesso siamo stati fermati dagli abitanti locali, in quanto turisti, per visitare le loro gallerie d’arte. Se non siete interessati, congedatevi con un gentile ma deciso tidak, Terima kasi (no, grazie).
  • Sulle Isole Gili molti turisti vengono trasportati a cavallo (ho avuto l’impressione che non fossero sufficientemente idratati e, anzi, a volte maltrattati). Io non ho mai sentito la necessità di salire su uno di questi animali per essere trasportata. Per favore, non farlo neanche tu! Una sana camminata di qualche minuto può solo far bene, lo sfruttamento degli animali è una piaga sociale che dovremmo impegnarci ad estinguere!

Conclusione

Se per caso hai ancora qualche dubbio sul fatto di organizzare un viaggio in Indonesia, termino l’articolo ricordando insieme a te i sorrisi autentici e genuini del popolo indonesiano, soprattutto dei bambini che per strada si sono fermati per chiederci chi fossimo. Ci siamo sentiti osservati da occhi curiosi e gentili, mai in modo fastidioso.
E, anche se abbiamo declinato numerosi inviti alle gallerie d’arte che ci venivano proposte, alla fine siamo entrati in un negozio e abbiamo comprato due quadri che ora sono appesi alle nostre pareti di casa, in ricordo di questo meraviglioso viaggio.

due quadri comprati in Indonesia, sopra sono rappresentare le risaie indonesiane e sotto c'è una donna dalle sembianza tribali con un grosso turbante colorato

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