Cosa vedere in Giappone: 9+ luoghi che non devi perderti
Ti stai chiedendo cosa vedere in Giappone e cosa fare in Giappone?
Preparati a un viaggio tra templi dorati, metropoli futuristiche, mercati colorati e onsen fumanti. Dal ritmo frenetico di Tokyo alla calma dei giardini di Kyoto, passando per Osaka, Kanazawa e le Alpi giapponesi: il Giappone è un Paese che sa sorprenderti a ogni angolo.
Tokyo
Quando ho messo piede a Tokyo, mi sono subito sentita a casa, nonostante le ultime 15 ore passate in volo. Era una città che desideravo visitare da tempo, e appena arrivata ho percepito subito quell’energia che la rende unica.

Dopo aver pianto a dirotto davanti al computer guardando Hachiko, non ho potuto fare a meno di passare davanti alla statua dedicata al celebre cane. Foto ricordo impossibile, vista la folla, così mi sono consolata scattando una foto a Chirori, un altro cagnolino simbolico che si trova a Ginza, mentre Hachiko veglia nei pressi del famosissimo incrocio di Shibuya.

Osservare Shibuya dall’alto è uno spettacolo impagabile. Mi sono seduta ai tavolini di un bar nel grattacielo Magnet, proprio di fronte all’incrocio. La consumazione è obbligatoria (circa 1.600 yen, 10 euro), ma il time-lapse naturale di centinaia di persone che si muovono all’unisono vale ogni centesimo.

Le sorprese di Tokyo sembrano infinite. Non basterebbe un articolo, e nemmeno un blog, per raccontarle tutte. Alcune, decisamente fuori dall’ordinario, sono le toilette disegnate da architetti e designer famosi, alcune delle quali apparse nel film Perfect Days. Mi sono divertita a cercare il luogo esatto in cui il protagonista si siede durante la pausa pranzo, osservando i rami degli alberi muoversi al vento: piccoli dettagli che rendono Tokyo così speciale.


Su Tokyo ci sarebbe molto di più da dire e lo faremo presto in un articolo!
Kyoto
Kyoto è stata la capitale del Giappone dal 794 al 1868, per oltre un millennio, e il suo ruolo storico è ancora evidente oggi.
Il numero di templi e luoghi di culto presenti in città è davvero impressionante: servirebbero più giorni solo per visitarli tutti! A Kyoto, infatti, ci sono circa 1.600 templi buddhisti e 400 santuari shintoisti, il che la rende a tutti gli effetti la capitale dei templi del Giappone.
Tra i luoghi da non perdere, consiglio assolutamente il Padiglione d’Oro, ricoperto con foglie d’oro prodotte a Kanazawa, e il tempio Sanjūsangen-dō, celebre per ospitare 1.001 statue della dea Kannon, tutte allineate una accanto all’altra in una sequenza quasi ipnotica. Nel Sanjūsangen-dō è importante ricordare che le fotografie non sono permesse: gli addetti alla sicurezza sono molto rigorosi su questa regola.

Kanazawa
Kanazawa, invece, è la capitale dell’oro in Giappone: da sola produce circa il 98% dell’oro del paese, destinato poi all’esportazione in tutto il Giappone.
Per me è stato un must assaggiare il celebre gelato ricoperto di foglia d’oro.

Per altri, invece, la vera curiosità potrebbe essere osservare gli artigiani al lavoro, mentre manipolano con precisione millimetrica l’oro. E questo si può fare ad Hazuka, uno di questi laboratori artigiani.
Kamakura
Onestamente non sono partita con grandi aspettative su Kamakura. Avevo raccolto un po’ di informazioni e intuito che ci fossero molti templi e santuari da vedere e temevo che visitare tanti luoghi di culto in così poco tempo potesse risultare noioso. Invece, mi sono dovuta ricredere quasi subito.

Sono scesa alla stazione di Kitakamakura della linea Enoden, così da percorrere la strada in discesa fino al centro. Se fossi scesa alla fermata di Kamakura, avrei dovuto affrontare la salita, e considerando che molti templi prevedono già numerosi scalini, questa scelta mi ha permesso di conservare un po’ di energia per la giornata. Un piccolo dettaglio che può essere utile a chi decide di visitare la cittadina.
Il luogo che più mi ha colpito è stato il Grande Buddha: un’imponente statua che lascia senza fiato, uno di quegli spettacoli creati dall’uomo che sarebbe davvero un peccato non ammirare.
Ma Kamakura non è solo il Grande Buddha. Tra i suoi numerosi templi e santuari si possono trovare angoli di silenzio e meditazione, perfetti per rallentare il ritmo e immergersi nella spiritualità del posto. Se sei fortunato, potresti anche intravedere qualche monaco intento nelle proprie pratiche, avvolto in un’atmosfera di pace e fascino senza tempo.
Osaka
Osaka è uno di quei luoghi che potrei facilmente chiamare casa. Avevo previsto di fermarmi solo tre notti, ma la città mi ha conquistata così tanto che ho finito per raddoppiare la permanenza. Sei giorni intensi, pieni di energia e sorprese.

Ciò che più mi ha colpito di Osaka è stato il cibo: non a caso molti la paragonano a Napoli, per la passione, la vivacità e il legame profondo con la cucina di strada. Ovunque ti giri, trovi profumi irresistibili, risate, bancarelle e piatti fumanti pronti da assaggiare.
Le persone, poi, sono tra le più solari ed esuberanti del Giappone. Osaka, per me, è la città più colorata, spontanea e genuina del Paese.

Takayama
A Takayama ci sono davvero tante cose da vedere: è una pittoresca cittadina di montagna, incastonata tra le Alpi giapponesi, ricca di storia e fascino. Ma il ricordo più dolce che porto con me è quello di una vecchietta alla sua bancarella del mercato mattutino. Passando vicino a lei, mi ha sorriso. Stava preparando dei profumatissimi taiyaki, i biscotti a forma di pesce che non vedevo l’ora di assaggiare.
Mi ha fatto provare quelli con azuki, crema e cioccolato, e naturalmente non ne ho lasciato neanche uno. Li ho gustati con ingordigia, felice di realizzare finalmente un piccolo sogno che avevo da quando avevo messo piede in Giappone!

Yokohama
Il viaggio che da Tokyo mim ha portata a Yokohama non è stato certo dolce come i mochi che ogni tanto compravo da Lawson o Family Mart.
Eravamo compressi e schiacciati come acciughe in una lattina, ma più ci allontanavamo dal centro di Tokyo, più sentivamo di recuperare spazio e respiro.
A Yokohama, finalmente, si può godere di qualche centimetro di libertà in più.
È una città più ariosa, fatta di parchi, viali larghi e spazi aperti, un contrasto sorprendente rispetto alla densità di Tokyo.
Attraversare le sue strade, costellate di semafori e di vita, mi ha riportato indietro nel tempo, a quando ero bambina.
Qui mi sono divertita a cacciare i “Pokémon Lid”, i coloratissimi tombini decorati con i personaggi della saga, disseminati in vari punti della città: un piccolo tesoro urbano che conquista grandi e piccini.

E non solo, qui c’è davvero un parco giochi a cielo aperto: impossibile non farci un giro!

Ma Yokohama è conosciuta anche come la città del ramen. È proprio da questo porto, infatti, che, a partire dalla metà dell’Ottocento, il Giappone ha iniziato ad aprirsi al mondo, accogliendo influenze straniere dopo secoli di isolamento.
Si dice che sia stato in questo periodo che il ramen ha iniziato a diffondersi, diventando uno dei simboli più amati della cucina giapponese.
A Yokohama vive anche la più grande e antica comunità cinese del Giappone, e una delle più grandi Chinatown dell’intero globo.

Se vuoi scoprire la storia di questo piatto iconico, a Yokohama trovi due tappe imperdibili: il Shin-Yokohama Ramen Museum, dove puoi assaggiare diverse varietà regionali in un ambiente vintage e retrò, e il Cupnoodles Museum, un luogo interattivo che racconta la nascita e l’evoluzione dei celebri noodles istantanei.

Beppu
Beppu è come un’immensa pentola a pressione… che però non esplode mai.
Mentre mi avvicinavo in pullman, restavo incantata dai getti di vapore che si alzavano ovunque, come colonne di fumo che respirano dal cuore della terra. È impossibile non pensare a una gigantesca pentola che sobbolle sotto i tuoi piedi: questa è l’impressione che Beppu lascia appena arrivi.
La città è famosa per i suoi “Sette Inferni” (Jigoku), sette sorgenti termali spettacolari, ciascuna con la propria personalità. Si possono visitare in poche ore, ma ognuna merita di essere osservata con calma.

Il mio preferito è stato Umi Jigoku, “l’Inferno del Mare”: una pozza di acqua color blu cobalto, così intensa da sembrare irreale. Da secoli quest’acqua ribolle a circa 98 °C, e il contrasto tra il colore pacifico e la forza che sprigiona è ipnotico. È uno di quei luoghi che sembrano troppo perfetti per essere veri, finché non ti ritrovi lì, davanti allo spettacolo.

Non tutti gli “inferni”, però, mi hanno lasciato un bel ricordo.
Ti consiglio di saltare Oniyama Jigoku e Shiraike Jigoku: nel primo vengono tenuti in cattività dei coccodrilli, mentre nel secondo si trovano acquari troppo piccoli per ospitare tartarughe e pesci di grandi dimensioni.
È un lato del Giappone che mi ha lasciato un po’ l’amaro in bocca, ma, ahimé, fa parte anche questo del viaggio.
Gero Onsen
Non sapevo bene cosa aspettarmi da Gero Onsen.
La mia prima passeggiata mi ha accolta con un mix curioso: un paese che sembra sonnecchiare in bilico tra passato e futuro.
Alcuni edifici hanno le imposte chiuse da anni, mentre altri brulicano di vita. Gente in fila davanti a piccoli shop moderni, e poco più in là finestre rotte che raccontano un’altra epoca. Poi c’è chi prega divinità dalle sembianze di una rana, un animale che sembra prendere forma in ogni angolo del paesino.
I biscotti, i tempi, i tombini, tutto sembra avere la forma di una rana.


A Gero Onsen ci vieni se vuoi immergerti nel Giappone più autentico.
Qui non ci sono folle di turisti (ne abbiamo incontrati letteralmente quattro in due giorni), né insegne in inglese ovunque.

È un rifugio. Un angolo di pace dove i giapponesi vengono a spegnere il rumore delle città e a rigenerarsi negli onsen, le tradizionali terme naturali.

Ed è proprio per questo che abbiamo deciso di fermarci qui: per provare un vero onsen.
In Giappone, fare un onsen significa lasciare tutto fuori. I vestiti, i pensieri e anche un po’ di vergogna.
Si entra nudi, divisi tra uomini e donne.
Io ho iniziato con la versione più “soft”: un onsen privato, solo per me.
Poi, mi sono fatta coraggio e, superato l’imbarazzo iniziale, mi sono lasciata andare anche all’esperienza pubblica.
È stato liberatorio, naturale, e soprattutto… una di quelle esperienze che in Giappone devi assolutamente vivere almeno una volta.







